INTERFACCIA DI MEDICAL IMAGING
Sistema di Visualizzazione Diagnostica
SCIENZA, TECNOLOGIA, VISIONE
Dove Clinica e Progetto si Incontrano
SCIENZA, TECNOLOGIA, VISIONE
Dove Clinica e Progetto si Incontrano
Nella diagnostica per immagini, ogni dettaglio visivo concorre alla qualità del giudizio clinico.
Elena Lazzara ha curato l’Art Direction, la Visual Strategy e l’intero UX/UI Design dell’interfaccia software per l’imaging diagnostico, sviluppata in collaborazione con Zero Division, studio specializzato in intelligenza artificiale, computer vision e tecnologie blockchain, e con il Dipartimento di Medicina Diagnostica e Radiologia del Policlinico Umberto I di Roma, realtà di riferimento per la diagnostica per immagini e la medicina nucleare.
PET, SPECT E RISONANZA MAGNETICA
Dal Piano alla Terza Dimensione
PET, SPECT E RISONANZA MAGNETICA
Dal Piano alla Terza Dimensione
Il progetto nasce da un’esigenza clinica precisa: offrire ai medici uno strumento capace di trasformare acquisizioni complesse in PET, SPECT e Risonanza Magnetica in una visualizzazione chiara, coerente e immediatamente interpretabile.
Il sistema consente di acquisire le immagini sui tre piani anatomici — coronale, sagittale e frontale — permettendo al clinico di selezionare gli scatti più significativi, che l’interfaccia ricostruisce automaticamente in una visualizzazione tridimensionale ad alta leggibilità.
MONITORARE L’EVOLUZIONE CLINICA
La Dimensione della Diagnosi
Un elemento centrale del sistema è la funzione di confronto longitudinale: le ricostruzioni 3D possono essere confrontate con dataset acquisiti in momenti precedenti, per rilevare con precisione l’evoluzione clinica del paziente, siano essi cambiamenti, miglioramenti o stabilità del quadro diagnostico.
Un dettaglio apparentemente semplice, che in realtà richiede un’architettura informativa capace di reggere la complessità dei dati senza mai sacrificare la chiarezza visiva.
MONITORARE L’EVOLUZIONE CLINICA
La Dimensione della Diagnosi
Un elemento centrale del sistema è la funzione di confronto longitudinale: le ricostruzioni 3D possono essere confrontate con dataset acquisiti in momenti precedenti, per rilevare con precisione l’evoluzione clinica del paziente, siano essi cambiamenti, miglioramenti o stabilità del quadro diagnostico.
Un dettaglio apparentemente semplice, che in realtà richiede un’architettura informativa capace di reggere la complessità dei dati senza mai sacrificare la chiarezza visiva.
ICONE, PULSANTI, INTERFACCIA
Una Grammatica Coerente
ICONE, PULSANTI, INTERFACCIA
Una Grammatica Coerente
Il lavoro di Elena Lazzara si è concentrato sulla ridefinizione completa del sistema grafico: ridisegno di tutte le icone funzionali, dei pulsanti di comando, delle immagini master relative ai tre piani anatomici, e riorganizzazione dell’intera interfaccia a finestre multiple.
Ogni scelta — dalla gerarchia informativa alla palette funzionale, dal linguaggio iconografico ai pattern di interazione — è stata calibrata per ridurre il carico cognitivo del medico e accelerare il processo decisionale in fase diagnosticica, senza mai compromettere l’accuratezza clinica.
IL METODO SFERICO IN AZIONE
IL METODO SFERICO IN AZIONE
Nel progetto dell’interfaccia di Medical Imaging, il Metodo Sferico è stato applicato per trasformare una grande quantità di dati diagnostici in un sistema visivo capace di supportare il ragionamento clinico.
L’approccio ha messo in relazione imaging medico, architettura dell’informazione, percezione visiva, ergonomia cognitiva e flussi operativi, progettando un’interfaccia in cui ogni elemento contribuisce alla comprensione del quadro diagnostico.
La ricostruzione tridimensionale, la navigazione tra i diversi piani anatomici e l’organizzazione delle informazioni non sono state concepite come funzionalità isolate, ma come parti di un unico ecosistema progettuale che aiuta il medico a interpretare immagini complesse con maggiore rapidità, continuità e precisione.