GONIO PROBE
Sistema di interfaccia clinica e usabilità
DESIGN SCINTIGRAFICO
Progettare per la precisione
DESIGN SCINTIGRAFICO
Progettare per la precisione
Progettare l’interfaccia di un dispositivo scintigrafico significa progettare per la precisione, la velocità e il margine di errore zero.
Nato da una collaborazione con Zero Division, studio specializzato in innovazione tecnologica, intelligenza artificiale, computer vision e blockchain, il progetto ha visto Elena Lazzara lavorare su Gonio Probe, un dispositivo scintigrafico goniometrico per l’identificazione del linfonodo sentinella e la localizzazione di lesioni specifiche nella diagnostica oncologica, in particolare nel tumore al seno.
In qualità di Digital Art Director e UI/UX Designer, ha tradotto una tecnologia diagnostica complessa — sviluppata dal Prof. Roberto Pani insieme alla ricerca di NG Detectors (Dipartimento di Fisica Sanitaria dell’Università Sapienza di Roma) e ai team di ingegneria — in un sistema di interazione chiaro, immediato e affidabile, progettato per garantire precisione operativa, alta leggibilità e uso affidabile in ambienti clinici critici.
INTERFACCIA GONIO PROBE
Usabilità in condizioni operative complesse
INTERFACCIA GONIO PROBE
Usabilità in condizioni operative complesse
L’interfaccia del dispositivo non viene utilizzata in condizioni standard:
viene maneggiata con guanti chirurgici, spesso in contesti di visibilità e concentrazione ridotte.
Per questo motivo, la fase di ricerca si è concentrata su un aspetto apparentemente semplice ma decisivo:
come e dove posizionare i pulsanti touch, e con quali dimensioni, affinché rimangano utilizzabili anche attraverso un guanto.
Elena Lazzara ha condotto test di usabilità dedicati per definire le aree touch, la spaziatura e le dimensioni minime target degli elementi interattivi, riprogettando l’intera interfaccia utente e il sistema dei pulsanti per un utilizzo rapido, sicuro e privo di ambiguità.
RIDUZIONE DEI TEMPI DI INTERVENTO
Colore, leggibilità
e comfort del paziente
Parallelamente, è stata condotta una ricerca specifica sulla palette cromatica del dispositivo, pensata per l’ambiente clinico:
colori selezionati per garantire la massima leggibilità e contribuire a un’esperienza il più possibile non invasiva per il paziente.
Ogni scelta visiva — dal contrasto cromatico alla gerarchia delle informazioni a schermo — è stata guidata dall’obiettivo di velocizzare la lettura dei dati scintigrafici, riducendo sia i tempi di intervento sia il disagio del paziente durante la procedura.
RIDUZIONE DEI TEMPI DI INTERVENTO
Colore, leggibilità e comfort del paziente
Parallelamente, è stata condotta una ricerca specifica sulla palette cromatica del dispositivo, pensata per l’ambiente clinico:
colori selezionati per garantire la massima leggibilità e contribuire a un’esperienza il più possibile non invasiva per il paziente.
Ogni scelta visiva — dal contrasto cromatico alla gerarchia delle informazioni a schermo — è stata guidata dall’obiettivo di velocizzare la lettura dei dati scintigrafici, riducendo sia i tempi di intervento sia il disagio del paziente durante la procedura.
UN DISPOSITIVO INVISIBILE
Dalla ricerca a un sistema UX/UI
UN DISPOSITIVO INVISIBILE
Dalla ricerca a un sistema UX/UI
Il lavoro di Elena Lazzara ha coperto l’intero sistema di user experience del dispositivo: architettura dell’interfaccia, flussi di navigazione, sistema dei pulsanti e gerarchia visiva delle informazioni visualizzate in tempo reale dall’unità di controllo del dispositivo. L’obiettivo non era semplicemente rendere il dispositivo “usabile”, ma renderlo invisibile all’interno del gesto clinico — uno strumento che l’operatore può utilizzare in modo naturale, senza che l’interfaccia diventi un ulteriore carico cognitivo in un momento già di alta responsabilità.
METODO SFERICO
IN AZIONE
METODO SFERICO
IN AZIONE
Nel progetto Gonio Probe, il Metodo Sferico è stato applicato per governare la complessità dell’intero ecosistema clinico, non soltanto dell’interfaccia.
L’analisi ha messo in relazione il comportamento del personale sanitario, i vincoli del luogo in cui il dispositivo viene utilizzato, le esigenze della tecnologia diagnostica, i principi di ergonomia, la percezione visiva e i processi decisionali che accompagnano ogni intervento.
Da questa lettura sistemica è nato un linguaggio d’interazione in cui ogni elemento — dai flussi di navigazione alle aree touch, fino alla gerarchia delle informazioni — è stato progettato per ridurre il carico cognitivo dell’operatore, consentendo alla tecnologia di integrarsi con naturalezza nel gesto clinico.
Questo caso dimostra che il Metodo Sferico non serve solo a progettare brand o esperienze digitali, ma anche sistemi ad alta criticità in cui la progettazione influenza direttamente precisione, sicurezza ed efficacia operativa.
RICONOSCIMENTO PUBBLICO
Gonio Probe a TGR Leonardo
Il progetto Gonio Probe ha ricevuto attenzione mediatica nazionale:
il dispositivo è stato presentato in un servizio trasmesso a TGR Leonardo, il programma di divulgazione scientifica della Rai, l’emittente pubblica nazionale italiana, dedicato a scienza, ambiente, medicina e nuove tecnologie.
RICONOSCIMENTO PUBBLICO
Gonio Probe a TGR Leonardo
Il progetto Gonio Probe ha ricevuto attenzione mediatica nazionale:
il dispositivo è stato presentato in un servizio trasmesso a TGR Leonardo, il programma di divulgazione scientifica della Rai, l’emittente pubblica nazionale italiana, dedicato a scienza, ambiente, medicina e nuove tecnologie.